L'apparecchiatura che presento nasce dalla volontà di risolvere un problema avvertito dalla categoria dei grossisti di prodotti ittici, a me segnalato da un commissionario al mercato ittico di Salerno, il quale, come tutti i gestori di pescherie, nonché un buon numero di ristoratori, si trova ad avere l'esigenza di approvvigionarsi di acqua marina, da sempre utilizzata per permettere la sopravvivenza di alcune specie ittiche , come i mitili, e per rinfrescare i prodotti in esposizione, di cui l'acqua di mare, evaporando più lentamente rispetto all'acqua dolce, permette di far risaltare le caratteristiche di freschezza e lucentezza. Tale esigenza si va a scontrare con l'impossibilità di utilizzare la stessa acqua di mare, per il reale pericolo di inquinamento o per la presenza di microrganismi nocivi alla salute dei consumatori. A tal proposito è il caso di ricordare l'epidemia di colera del '94 in Puglia , l'allarme sociale e il crollo delle vendite di prodotti ittici. Tutti fattori che, insieme all'intensificarsi dei controlli da parte dei competenti istituti sanitari , rendono utile proporre lo strumento da me pensato, dopo attento studio del problema. La apparecchiatura che ho provveduto a brevettare, e per la quale, al momento, sono in cerca di un' azienda disponibile ad una sua produzione in serie, è in grado di trasformare grossi quantitativi di acqua potabile, ( per definizione non inquinata ), in altrettanta acqua simil-marina, cioè simile per composizione e caratteristiche all'acqua del mare. Essa risulta di evidente utilità per le pescherie e per quei ristoranti che usino esporre le specie ittiche disponibili per la cucina . Detti esercizi non saranno più costretti a prelevare acqua marina potenzialmente inquinata. D'altra parte il vantaggio sarà rilevante per tutti i consumatori di prodotti di mare. |